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Domenica 13 dicembre 2009, ho incontrato a Turbigo, Oleh Ilika, me ne aveva già parlato la mia amica Melania, raccontandomi della sua grande capacità atletica, dicendomi dei suoi record, e della sua tecnica per allenarsi con il ghiria (kettlebell), ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la semplicità con cui si è presentato, senza che trasparisse ciò che è in grado di fare, umile ma nello stesso tempo orgoglioso di essere un grande campione nel mondo, il vederlo mi ha riportato lontano con i ricordi, a quando gareggiavo per la gloria diciamo così, visto che quando facevo atletica leggera l'allenamento richiedeva grande sacrificio, ed impegno, per poi arrivare alla gara, si lavorava un anno per raggiungere il risultato prefisso, a volte si vinceva, molte volte si perdeva ma in ogni caso si dava il 100% , il più delle volte si superva il prorio record personale, per cui non era mai una sconfitta ma una crescita, tutte quelle sensazioni le ricordo bene, in quel periodo, allora si faceva così i grandi cioè coloro che gareggiavano da tempo insegnavano i rudimenti della corsa ai giovani iscritti, mi piaceva insegnare e vedere che un po alla volta gli allievi imparavano e si entusiasmavano per i risultati raggiunti, il poter raccontare come cercare di dosare le forze basandomi sull'esperienza acquisita gareggiando, vedere che facevano fatica ma continuavano ad allenarsi perchè gli trasmettevi passione, non tutti riusciano ad andare avanti, molti cedevano e laciavano, ma in ognicaso, per poco magari, avevi avuto il privilegio di insegnare ad altri ciò che per te era esperienza acquisita sul campo. La passione per l'insegnamento è li che è nata, oggi i tempi sono cambiati, ma la passione rimane, la speranza è di poter tornare ad insegnare, e poter trasmettere ciò che è l'esperienza acquisita in tanti anni di allenamento; penso che Oleh Ilika sia il grande campione d'altri tempi, colui che pratica lo sport prima per passione e se mai dopo per un guadagno, sempre molto poco in proprzione al tempo e al sacrificio che ci vuole per allenarsi, è raro oggi conoscere persone così, con la passione per ciò che fanno nel cuore. Marco
KETTLEBELLS E KI di Calò Melania personal trainer. Il kettlebell è uno strumento arcaico ed affascinante;ha suscitato in me un immediato ed intenso interesse,è stato ,usando un’immagine poco attinente,amore a prima vista…ho individuato da subito nel kettlebell,uno strumento semplice ma idoneo ad ottenere uno schema di movimento più coordinato ed efficiente che garantisce prestazioni migliori in assoluto o finalizzate al perfezionamento di altre discipline sportive o marziali. Poiché il mio obiettivo era conseguire forza ,agilità e resistenza alla sforzo con sovraccarico e in ultimo acquistare massa muscolare,ho immediatamente realizzato che il kettlebell poteva soddisfare a pieno titolo tali condizioni e che poteva essere integrato con il mio bagaglio di esperienza nelle arti marziali al punto tale da non considerarlo più come un mezzo per raggiungere un’eccellente forma fisica ma come una disciplina che allena mente e corpo. Purtroppo noi occidentali siamo troppo incentrati sulla forma fisica in tutte le sue accezioni e sulla tecnica e trascuriamo la mente o meglio non abbiamo gli strumenti per occuparci di essa in quanto le nostre radici filosofiche non hanno prodotto una cultura della ricerca interiore e una via che indichi come potenziare massimamente le proprie capacità fisiche attraverso un allenamento della mente; intendo dire che non basta solo allenarsi superando la soglia del dolore”per estirpare la debolezza”, Pavel docet, ma occorre attingere ad un significato o ad una struttura che ci permetta in modo inequivocabile di superare i nostri limiti mentali,sviluppare potenziali atletiche eccellenti e soprattutto allenare mente e corpo affinché funzionino all’unisono come una FORZA INDOMABILE.,in altri termini come poter contare su questi muscoli in caso di necessità e senza vacillare. E attraverso quale pratica? Le due parole magiche sono KETTLEBELL E KI. Il kettlebell è senz’altro lo strumento più semplice ed appropriato per raggiungere la migliore condizione fisica a patto di accettarne la rudezza,non è fitness,e le argomentazioni possono essere enucleate in quattro punti:1)allenamento veloce 2)ampiezza di movimento 3)concentrazione e coordinazione 4)ancorarsi al terreno. 1)spesso all’interno di un allenamento periodizzato si pone enfasi sull’esecuzione di movimenti con carichi pesanti per sviluppare la forza e si tende a trascurare l’elemento velocità;la forza è diversa dalla potenza,la seconda si riferisce alla capacità di forza con slancio esplosivo:l’esecuzione di snatch,swing attraverso una tecnica impeccabile ,permettono di costruire una forza bruta e secondo gli ultimi orientamenti stimolano ipertrofia in quanto movimenti veloci con sovraccarico. 2)ampiezza d movimento:l’esecuzione di movimenti completi e composti sviluppa resistenza ai traumi ,favorisce il recupero e promuove la consapevolezza della mobilità delle singole articolazioni e di tutto il corpo,il kettlebell ,dunque,ci dà generosamente questa possibilità attraverso ad esempio la pratica meticolosa di windmill e turkish get up e ho parlato di consapevolezza della mobilità in relazione ai successivi punti 3) e 4). Per quanto riguarda il punto”concentrazione e coordinazione”, al fine di sviluppare le qualità atletiche generali,durante l’esecuzione degli esercizi bisogna pensare di spingere ,tirare,estendere etc;è un accorgimento che vi farà lavorare con una prospettiva differente e l’associazione di movimenti che richiedono il lavoro coordinato e sinergico di tanti muscoli alla consapevolezza del movimento in termini di concentrazione ,potenzia la funzione neuromuscolare in maniera esponenziale.4)ancorarsi al terreno:vi è mai capitato di tirare un calcio ad un pallone o di fare uno snatch con una traiettoria precisa e col minimo sforzo?questa sensazione dipende dal fatto che esercitavate una pressione sul terreno,la terza legge di Newton proferisce:”per ogni azione c’è una reazione uguale e contraria”ovvero si puo’ sfruttare la reazione della forza del terreno e trasformarla in potenza;ma non solo ,la capacità di sviluppare stabilità del corpo e ancoraggio al terreno è dato anche dall’unificazione mente-corpo e qui introduco il concetto di KI:lo stato di ki o unificazione mente-corpo è innato in ogni essere,ma durante la crescita se ne perde consapevolezza;in questo stato siamo in grado di sfruttare tutte le nostre capacità fisiche e sviluppare doti assolutamente inaspettate. In Oriente le vie per l’ottenimento di tale stato sono state molteplici ,alcune hanno ricercato questa unità nella meditazione,fallendo lo scopo;se riusciamo a mantenere uno stato in meditazione,è difficile mantenerlo in movimento. E’ possibile invece realizzare tale stato durante la vita quotidiana attraverso la pratica di quattro principi:1)mantenere il punto,2)stato di calma 3)mantenere il peso sotto,4)estendere il ki. I primi due punti sono strettamente collegati,si tratta in sostanza di collocare la mente calma nel punto del basso ventre che è possibile contrarre e mantenere la stabilità qualunque cosa facciamo.una volta individuato il punto e imparato a mettere la mente nel punto,ogni movimento deve partire da lì e sarà possibile essere rilassati mentre si esprime potenza e mantenendo il peso al di sotto e potremo essere in grado di proiettare ki al di fuori ovvero proiettare l’attenzione al di fuori senza perdere l’unificazione,provare per credere….Ho iniziato a praticare all’età di dieci anni il Tae-Kwon-Do e ho praticato per oltre quindici anni gareggiando con soddisfacenti risultati ma il tutto ad un livello troppo sportivo e ho sentito ad un certo momento l’esigenza di una disciplina più globale;così ho iniziato a praticare Kendo e Iaido.in questo frangente ho avuto la fortuna di incontrare il grande maestro Nakakura e vedere un livello di pratica superiore ovvero un uomo ormai ottantenne ed emaciato ma assolutamente inattaccabile in combattimento pur stando immobile!! Da quel momento ho capito cosa volevo e solo poi grazie alla pratica dell’Aikido e del Ki ho appreso i principi suddetti. Il kettlebell per concludere rappresenta per me il trait d’union tra noi e l’oriente. "LA COSA PIU’ BELLA DI CUI POSSIAMO FARE ESPERIENZA E IL MISTERO" Einstein